Cos’è

Le 5 Leggi Biologiche sono state messe in luce dal dott. Hamer, senza aver inventato niente, ma semplicemente osservando e considerando ciò che madre natura ha organizzato in milioni e milioni di anni, per permettere a tutti gli esseri viventi di far fronte a eventi inaspettati e pericolosi. Gli abitanti di un mondo in evoluzione hanno bisogno di capacità di adattamento allo scopo di sopravvivere.
Il dott. Hamer ha verificato come il nostro organismo si sia evoluto negli anni in base alle necessità dell’ambiente e ha osservato come tale percorso sia rimasto inserito nel nostro sistema: a livello fetale, infatti, gli organi si formano seguendo lo stesso ordine temporale.
Ha poi osservato il comportamento dei tessuti, notando che questi non modulano la loro funzione e modificano la loro struttura organica casualmente, ma in base a una specifica situazione vissuta dall’individuo, cioè in base ad un programma che normalmente viene definito malattia.
Si è anche chiesto cosa potesse accadere a livello cerebrale quando un tessuto viene attivato e cambia fisiologia e funzione, diventando da normale a speciale.
Egli ha riscontrato che, a dare il via all’attivazione sia cerebrale che organica, è un sentito emotivo particolare che ha definito sentito biologico, proprio perché viene avvertito dal soggetto come potrebbe percepirlo un animale.
Infine ha potuto ricondurre i vari sentiti biologici ai vari tessuti, individuando quale tipo di emozione fa reagire un determinato organo, portandolo dalla sua fisiologia normale ad una speciale: risposta prevista da madre natura e regolata al passo con l’evoluzione.
Il dott. Hamer le ha definite Leggi, in quanto verificabili sempre, da chiunque e in ogni singolo caso come accade, ad esempio, con la forza di gravità.
Riscontrato un elemento, è sempre verificabile la compresenza degli altri. Per esempio in presenza di un sintomo, collegato a un tessuto specifico nel quale si manifesta, si noteranno il viraggio da fisiologia normale a speciale, l’origine embrionale di quel tessuto e l’area cerebrale dalla quale viene innervato, la fase in cui si trova il programma di svolgimento di quel sintomo, il contenuto emotivo biologico, la presenza di batteri specifici, i segnali che si possono osservare nella Tac cerebrale modulati nelle diverse fasi del programma, gli esami strumentali, i valori del sangue e molto altro.
Questi elementi si riconducono ad una stessa manifestazione, ad una stessa malattia, permettendoci di distinguerla da un’altra.
Conoscere le 5LB quindi trasforma il concetto statico di malattia in un processo dinamico, che ha un suo inizio, un andamento preciso e una fine.


PRIMA LEGGE BIOLOGICA

Una “malattia” qualsiasi ha inizio da uno shock, acuto, inaspettato, drammatico e vissuto con un senso di isolamento; motore di questo processo è l’essere umano, con il suo personalissimo sentito biologico.
A questo “istante” il dott. Hamer ha dato il nome di DHS (Dirk Hamer Sindrom).
Quando viviamo un evento che ci coglie in contropiede, non abbiamo il tempo per mediare con la mente una reazione di risposta. Perciò la reazione per farvi fronte, viene attivata direttamente dalla nostra fisiologia.
Si tratta di un processo di adattamento immediato, assolutamente utile e necessario per far fronte alla situazione inaspettata che stiamo vivendo. Sarà quindi il nostro sistema biologico a rispondere in automatico.
Si attiva subito quella fisiologia speciale, funzionalmente adeguata, per far fronte all’evento. Se ciò non accadesse e dovessimo trovare noi la soluzione, razionalmente, saremmo tutti spacciati.

L’informazione importante offerta da questa prima legge è che la causa della malattia non è più ad opera di un’aggressione di agenti patogeni esterni o di un sistema immunitario indebolito, tantomeno è generata da una sfortunata ereditarietà genetica, ma è l’effetto della risposta di adattamento del nostro sistema biologico, inserito passo a passo in millenni di evoluzione.
Avremo un attivazione Psiche/Cervello/Organo: in base a cosa ha “sentito” la persona nell’istante della DHS, si attiverà un organo e una specifica area del cervello: esattamente l’area che innerva quell’organo che, per la sua funzione, sarebbe biologicamente adeguato a far fronte alla situazione inaspettata.
Quando si parla di sentito, bisogna intenderlo nel suo significato biologico, senza confonderlo con quello psicologico.
E’ importante distinguere i due livelli poiché sono due linguaggi molto diversi ed è solo il sentito biologico ad attivare la fisiologia.
In questo senso il modello delle 5LB è molto lontano dalla psicosomatica, che attribuisce a uno stress generico la facoltà di farci ammalare.

Confrontiamo evento psicologico ed evento biologico per capirne la differenza:

Conflitto psicologico: una coppia non funziona più, ci sono liti e discussioni e alla fine decide la separazione. Potranno esserci contrasti, potranno essere delusi uno dall’altro, arrabbiati, offesi ma si tratta di un malessere psicologico che si è organizzato nel tempo. Non produrrà uno stato di malattia.

Attivazione biologica: una coppia ha i suoi contrasti ma di fondo sembra funzionare.

Una sera, a cena in un ristorante romantico, , uno dei due dichiara a sorpresa che la relazione è finita, perché si è innamorato/a di un’altra/o. L’evento è completamente inaspettato, inatteso, acuto, ingestibile nell’immediatezza e in quell’istante il sistema della persona risponderà in modo biologico.
In sostanza il contenuto dell’evento è lo stesso ma a fare la differenza è il modo in cui accade.


LA SECONDA LEGGE BIOLOGICA:
LA BIFASICITÀ DEL PROCESSO SBS
(SPECIALE BIOLOGICO SENSATO)

Questa seconda legge viene definita bifasica poiché si articola in due fasi distinte.
La prima è la fase attiva, definita simpaticotonica, inizia dal momento della DHS fino alla CL (per CL si intende Conflittolisi, cioè fine del conflitto che sopravviene quando il problema è stato risolto).
La seconda fase o fase di soluzione, è vagotonica e si svolge dalla CL fino alla fine del processo preparando il ritorno alla normalizzazione.
Automaticamente il sistema entra in allarme, si attiva in modo che io sia sveglio ,scattante, reattivo.
In particolare poi si attiverà anche quell’organo la cui funzione sarebbe la più adeguata biologicamente a far fronte al problema in base a come si è vissuto l’evento.
La mia emozione, il tessuto dell’organo attivato e il relè cerebrale che lo innerva, resteranno in una fase di attivazione finché il problema permane.
Quando questo poi si risolve, si avrà uno “scioglimento”, momento in cui il sistema entrerà nella seconda fase, quella vagotonica e riparativa, per riportare l’intero sistema a normalizzazione.
Anche in questa seconda fase i tre livelli si muovono insieme: a livello emotivo, non si pensa più al problema; a livello cerebrale e organico i tessuti riparano.

Questo sarà vero a due condizioni:
– che si arrivi a soluzione del problema;
– che non ci siano recidive durante la fase di riparazione altrimenti la curva modificherà il suo andamento riattivandosi, tornando cioè in fase attiva.

La normale curva neurovegetativa prevede le due fasi e gli organi che compongono il nostro corpo hanno tutti una doppia innervazione, simpatica e parasimpatica, con la loro specifica funzione: il sistema simpatico ci permette di essere svegli, attivi e di reagire alle situazioni di pericolo con la risposta biologica di lotta o fuga. Il sistema parasimpatico al contrario, è quello che ci permette di riposare, di recuperare e ristrutturare, ci fa sentire rilassati o stanchi.

– Prima Fase o Fase attiva: dalla DHS alla PCL
A partire dalla DHS questo normale ritmo di alternanza tra la fase simpaticotonica e quella vagotonica viene interrotto, ed entriamo nella prima fase del programma SBS, definita di simpaticotonia permanente. E’ una fase fredda, caratterizzata da forte tensione e attività, restringimento dei vasi sanguigni, aumento del ritmo respiratorio, insonnia, poco o nessun appetito, nessun dolore o febbre. Emotivamente si è costantemente focalizzati sul problema.

– Seconda Fase o fase vagotonica di riparazione: dalla Pcl (post conflittolisi) alla normalizzazione, attraverso due fasi PclA e PclB
La seconda fase si presenta quando si è risolto il problema. Un’emergenza può risolversi in tanti modi: perché ottengo quello che mi necessitava; oppure perché l’ho perso definitivamente e quindi non ci sono più le premesse per mantenere attivo il programma; oppure perché non mi interessa più e mi occupo d’altro.
Come è inaspettata la DHS anche la soluzione, praticamente, arriverà in modo inaspettato.
Si possono certamente creare le premesse affinché il problema si risolva, ma la soluzione sarà anch’essa inaspettata e biologica:si sentirà di pancia una profonda e intima sensazione di “tutto a posto”.
La fase vagotonica è una fase calda, espansiva, caratterizzata da forte stanchezza, dolore, gonfiore, dilatazione dei vasi, rallentamento del ritmo respiratorio, maggiore appetito, febbre.
Al contrario della fase attiva, i sintomi nella fase di riparazione sono evidenti. E’proprio in questa fase che si manifesta la maggior parte dei sintomi .
PclA: la prima fase di riparazione è una fase espansiva. Le aree che stanno riparando saranno gonfie, edemizzate, allo scopo di dare spazio e nutrimento alle cellule che stanno lavorando. E’ questa la fase più impegnativa con i dolori e fastidi più forti. Pur essendo la fase dove la febbre si manifesta in modo più evidente, la persona non suda e urina poco. A causa di questo impulso espansivo del corpo, i farmaci avranno poco effetto, non riusciranno a contenere il dolore e se dovessero dare un po’ di sollievo, questo durerà per un tempo molto breve. La pulsione del corpo a riparare è molto più forte del farmaco.
PclB: la seconda fase di riparazione è cicatriziale, i liquidi trattenuti negli organi e negli edemi cerebrali vengono espulsi tramite il sudore e l’urina. La febbre si normalizza e, grazie all’espulsione degli edemi, anche i dolori e i disturbi si riducono sino a scomparire. Sempre che non si facciano recidive nel frattempo.
Se si assumono farmaci in questa fase, questi agiranno subito e per un tempo più lungo.
T ra le due fasi PclA e PclB, c’è un momento particolare che il dr. Hamer definisce come
Crisi Epilettoide(CE) che costituisce il giro di boa del corpo per tornare alla normalizzazione.
Questo momento è un breve e intenso picco simpaticotonico, molto più acuto di quello della fase attiva.
I sintomi che si possono presentare in questo particolare momento, sono diversi in base a quale tessuto sta reagendo e possono essere: lo starnuto, il vomito, la colica, il crampo muscolare, la crisi epilettica.
Queste crisi passano per lo più inosservate o con piccoli disagi.

La curva ideale (bifasica) e la curva abituale (recidivante)
La curva del programma SBS si definisce bifasica, quando è monociclica, quando cioè il suo svolgimento è lineare: c’è un’attivazione seguita dalla conseguente fase di riparazione. Purtroppo le curve monocicliche per noi umani, sono molto rare. Appartengono perlopiù al mondo animale, mentre gli esseri umani, come gli animali domestici, non rispondono quasi mai agli eventi inaspettati con questa semplicità che prevede un inizio, uno svolgimento e una fine.
Riassumendo: la curva bifasica di un programma SBS inizia da un evento inaspettato e acuto (DHS). In seguito abbiamo la fase di attivazione (FA) normalmente asintomatica, che termina con la soluzione del problema definita conflittolisi (CL). A quel punto inizia la prima parte della fase di riparazione nei tessuti (PclA) che è espansiva e dolorosa, che termina con la crisi epilettoide (C.E.). Questo picco di simpaticotonia, rappresenta la virata alla seconda fase di riparazione (PclB) o fase di cicatrizzazione, dove vengono espulsi gli edemi e il dolore si esaurisce. Il programma termina infine con il ritorno alla normalità.


LA TERZA LEGGE BIOLOGICA

La terza legge spiega che durante un programma SBS, i tessuti attivano comportamenti diversi a seconda della loro origine embrionale e della fase in cui si trovano.

Conoscendo l’origine embrionale di un tessuto è possibile sapere come si comporterà nelle varie fasi del programma SBS e cosa rimarrà come resto cicatriziale alla fine del processo riparativo.
E’ una conoscenza che permette di sapere, semplicemente osservando un sintomo, cosa è successo e cosa accadrà sui tre livelli, emotivo cerebrale ed organico.
Fornisce inoltre la possibilità di differenziare sintomi apparentemente uguali: diversi tipi di tosse, di sudorazione, di sanguinamento, ecc.
Focalizzandosi sull’origine e l’evoluzione dei tessuti che compongono il nostro organismo, e le loro aree cerebrali che si sono addizionate mano a mano che l’ambiente chiedeva nuovi adattamenti all’organismo, il dr. Hamer ha potuto osservare anche quali sono i sentiti che li attivano a seguito di un evento inaspettato, proprio in base alla loro funzione primordiale: boccone, protezione, struttura e mobilità, organizzazione del branco.
Vediamo ora il comportamento di questi tessuti nelle diverse fasi del programma SBS, proprio in base alla loro specificità e alla loro derivazione embrionale.

Quando si presenta un qualsiasi sintomo, significa che sono già accadute diverse cose: è stato attivato un programma speciale, biologico e sensato (SBS) e ci troviamo all’interno della curva che definiremo bifasica (se non ci sono recidive).
In fase attiva, si può avere un aumento di funzione e una crescita cellulare (paleoencefalo) o riduzione di funzione con ulcera o necrosi (neoencefalo).
In fase riparativa invece, si possono presentare una riduzione caseosa o incapsulamento del tessuto che è cresciuto nella fase attiva, per i tessuti diretti dal paleoencefalo, oppure possiamo avere una riparazione esuberante con ripristino della funzione, per i tessuti diretti dal neoencefalo.
Alla fine del processo, quando si torna in normotonia, il tessuto non sarà più come in origine e presenterà i resti cicatriziali del processo portato a termine.


LA QUARTA LEGGE BIOLOGICA:
IL RUOLO DEI MICROBI

La quarta Legge spiega che i microbi sono simbiotici sia con il tessuto sia con l’area cerebrale che lo innerva. I microbi non agiscono in anarchia ma svolgono un’azione specifica e coerente in base alla fase del programma SBS che il tessuto sta attraversando.

Sostengono la fase riparativa, svolgendo un compito utile al tessuto.
Mano a mano che la massa cellulare cresce, anche la popolazione di funghi e micobatteri prolifera per essere numericamente pronta a smantellarlo quando non sarà più necessario, cioè durante la fase di soluzione ( per esempio la TBC, o presenza di funghi come la candida).

Quando funghi o micobatteri non sono presenti, il tessuto cresciuto in più viene incapsulato, incistato.

I batteri e i virus Invece lavorano in simbiosi con i tessuti del neoencefalo (midollo e corteccia) per questo motivo proliferano sensatamente solo a partire dalla fase riparativa, quando anche il tessuto sta ricrescendo per colmare ulcere e lisi. Prima non sono necessari. Danno il loro contributo per ottimizzare le riparazioni cicatriziali: in loro assenza il tessuto ripara comunque ma con delle cicatrici meno evidenti cioè meno resistenti.
Nello specifico, i batteri funzionano in simbiosi con il mesoderma diretto dal midollo cerebrale.
Risultano due tipi di batteri: quelli che contribuiscono alla fase di riparazione per ottimizzare una cicatrice più forte e altri, come ad esempio per l’osso, che possono liquefarne la superficie.
Per ciò che riguarda i virus, Il dr. Hamer afferma che , se davvero esistono, cioè se hanno davvero un’attività, agiscono in simbiosi con l’ectoderma, quindi con l’epitelio pavimentoso, contribuendo anch’essi a rendere le cicatrici più forti.
Per chi non è biologo o virologo, diventa difficile entrare in merito a tale discussione.
Ma grazie alla conoscenza della quarta legge e alla simbiosi esistente tra tessuti e microbi, si possono raccogliere preziose informazioni: dal tipo di microbo che si trova in sovrannumero, si può dedurre quale tessuto stia lavorando, in quale fase sia, quale area cerebrale sia stata attivata e quale il tenore emotivo vissuto dalla persona.
La metafora dei pompieri è perfetta sia per ricordare l’innocenza dei microbi sia per rendere evidente come la non conoscenza produca allarme immotivato:
Un giorno gli extra-terrestri visitano la Terra per studiare i costumi dei suoi abitanti. Durante la loro indagine s’imbattono in un fatto strano e straordinario: vedono una casa che brucia e osservano tutt’intorno omini che si agitano -inquilini e curiosi- e personaggi bizzarri tutti rossi -i pompieri- che investono la casa con del liquido sconosciuto. Quando s’imbattono in un altro incendio, notano nuovi omini che si agitano, ma sempre gli stessi omini rossi intenti a compiere lo stesso tipo di operazione. Dopo aver osservato l’ennesima situazione analoga, statisticamente devono dedurre che ad appiccare l’incendio sono quegli strani omini rossi, poiché sono gli unici elementi costantemente presenti quando c’è un incendio!
L’errore degli extraterrestri è lo stesso della medicina e cioè quello di non considerare che esista un’efficiente centralino telefonico -cervello- che ha ricevuto una richiesta d’aiuto -DHS- e che ha avvertito i pompieri -microbi- informandoli di recarsi subito sul posto -fase attiva- e di attivarsi per risolvere velocemente la situazione -fase ripartiva.
Il dato osservabile, cioè la presenza di batteri in un tessuto, resta lo stesso ma la conclusione che se ne trae è diversa.
Questi non sono la causa ma un effetto: sono stati attivati su ordine del cervello con un compito preciso.
A comprova di ciò c’è il fatto che siano attivi solo in quella specifica area tissutale che sta lavorando. Se si trattasse di un’aggressione al corpo, nel caso per esempio di un herpes labiale,come è spiegabile che non si allarghi su tutta la superficie delle labbra, manifestandosi invece solo in un punto preciso?


LA QUINTA LEGGE BIOLOGICA

Tutto in natura è simbiotico. Questa non si tratta di una vera e propria legge ma di un’osservazione, un pensiero di fondo: in natura non c’è nulla che sia maligno o benigno, nulla è casuale, tutto ha un senso bio/logico, cioè logico per la vita. Ogni singola parte è in connessione con il tutto, in natura tutto vive in simbiosi. L’interazione tra i diversi esseri viventi non è basata sulla lotta e sopraffazione del più forte sul più debole, ma su di un equilibrio dinamico, dove ogni elemento è funzionale all’altro.
Il leone mangia la gazzella ma riuscirà a catturare solo la più debole del branco, quella che corre meno in fretta. In questo modo la gazzella è utile al leone perché lo sfama e il leone è utile al gruppo di gazzelle perché mangerà gli elementi più deboli, permettendo al gruppo di rimanere integro nei suoi elementi più forti. Come esseri umani, facciamo parte della natura, sottostiamo alle sue regole come qualsiasi altro essere vivente, rispondendo in conformità a quegli stessi codici biologici inseriti all’origine della vita e organizzati gradualmente nel tempo, al passo con l’evoluzione del mondo.
Se sono programmi sensati, perché moriamo?
La natura ci ha organizzato per far fronte alle situazioni di catastrofe predisponendo programmi speciali, che ci permettano di sopravvivere ad un evento eccezionale. Ma ci chiede anche di risolvere in tempo utile, cioè di trovare per tempo una strategia di adattamento. Se non risolviamo in tempo utile significa che non abbiamo le risorse, la flessibilità e le abilità necessarie per rispondere adeguatamente alla situazione: perciò non siamo abili alla vita.
Una piantina “lo sa” e se il fiume modifica il suo percorso, si attiverà velocemente per spingere il suo apparato radicale alla ricerca di acqua. Ed ha un tempo per farlo, passato il quale seccherà.
Un lupo che non ha più cibo, ha un tempo massimo entro il quale trovarlo, non più di 6/8 settimane, dopodiché il suo organismo non avrà più le risorse per sopravvivere e morirà.
L’essere umano oggi è così lontano dalla sua biologia, dall’ascolto istintivo delle sue sensazioni profonde e del suo corpo, che può “resistere” in situazioni impossibili, mantenendole attive per anni, producendo così quadri clinici oltre il limite di un possibile ritorno. Guidato dalla mente, resta congelato nel problema, anestetizzato, fermo a dimostrare le sue ragioni; piuttosto che mollare la presa, resta aggrappato al suo incubo.
Alla fine, a furia di recidive, o avendo creato troppa massa conflittuale, non avrà più risorse per reagire e il corpo finirà col perire.
Questa modalità prettamente umana nasce e viene alimentata dalla sua capacità di anestetizzarsi e di tenersi a distanza dal suo sentito profondo. Ma tale atteggiamento non ha nulla a che fare con la natura e la sua organizzazione.
Per dirlo con una metafora, è come se la persona continuasse a tenere una mano sul fuoco senza accorgersi che sta bruciando, una volta carbonizzata si convincesse che il fuoco è cattivo e avesse infine la pretesa che qualcuno sia in grado di riportare la mano allo stato di prima.
La perversione umana sta nell’illusione di essere eterni. Il paradosso è che l’individuo vive con l’orologio al polso, ingabbiando tutta la sua vita in base a un tempo e a degli obblighi che sono solo delle convenzioni, non sono né reali né biologici. Non ha più alcuna percezione del ritmo e del flusso naturale del tempo, di un senso della vita in connessione con sé e col mondo. E’ con questa illusione di essere estranei -o superiori- al mondo che ci diamo il permesso di continuare a picchiare la testa contro lo stesso muro invece che spostarci e passare dalla porta, senza neppure considerare che alla fine ne dovremo pagare il prezzo!
Il mio personale appello e’ quello di utilizzare le 5 leggi biologiche come occasione per osservare che cosa il nostro corpo ha da dire e, ancora, usare le 5 leggi biologiche per saper leggere cosa il nostro organismo vivente ci racconta, rivedendo e rileggendo i nostri sintomi, stati d’animo, ritmi, fisiologie, passo dopo passo, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto,focalizzandoci non più sulla malattia, ma ponendo l’attenzione alla salute, cioè in connessione con il flusso che chiamiamo vita, che ha caratteristiche di dinamicità e di continua ricerca dell’equilibrio che è in “movimento” o è “movimento”.

Uno dei più famosi aforismi di Andrew Taylor Still, fondatore dell’osteopatia dice: “L’obiettivo del medico deve essere quello di trovare la salute. Tutti sono capaci di trovare la malattia”.


www.creatoredispazi.it – Ringrazio in modo particolare e sentito Simona Cella, date un occhiata al suo sito dove e’ scaricabile gratuitamente la dispensa 5 leggi biologiche, dalla quale ho preso un sacco di spunti…

www.formazione5lb.eu – Ringrazio Marco Pfister, per tutto quello che mi ha insegnato fino a oggi, la formazione che propone e’ un serio e professionale percorso, riguardante la materia e non solo…

docenti.5lb.eu/2016/07/corsi-5LeggiBiologiche-Liguria.html